L’Italia inserisce per legge il benessere nella finanza pubblica

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Da numerus.corriere.it

Con la riforma della legge di bilancio, approvata definitivamente il 28 luglio dal Senato, gli indicatori del benessere diventano uno strumento di valutazione degli interventi di politica economica. È un successo per chi in questi anni ha promosso e realizzato il Bes, l’insieme delle misure sul Benessere equo e sostenibile, ma le richieste contenute nella nuova legge richiederanno una profonda revisione del sistema di valutazione del benessere collettivo, per rendere i dati più tempestivi, disaggregati per gruppo sociale, armonizzati con le richieste internazionali e tali anche da consentire una proiezione triennale sugli andamenti futuri. Questo complesso lavoro è affidato a un comitato di esperti, ma c’è da chiedersi: davvero gli indicatori del benessere collettivo assumeranno un peso in politica paragonabile a quello del Prodotto interno lordo o del tasso di occupazione? Dipenderà da molti fattori: la qualità e la tempestività dei dati, il livello di condivisione nella scelta degli indici, il modo di comunicarli e di coinvolgere i media, l’uso che ne vorrà fare la classe politica.

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